Lavitola riceve un esposto da Tarantini per le interviste in tv sullo scandalo Escort

ROMA, 18 NOV – Gianpaolo Tarantini ha presentato alla procura di Roma una denuncia per favoreggiamento personale in relazione alle interviste che il latitante Valter Lavitola ha concesso a La7 e al programma ‘Serviziopubblico’ di Michele Santoro. Lo scopo della denuncia, spiega il legale di Tarantini, Alessandro Diddi, ”non sono i giornalisti ma bisogna evitare che si alteri la ricostruzione dei fatti”. Diddi sottolinea tra l’altro che sono ”false” le ricostruzioni offerte da Lavitola in merito ai soldi che dall’ex premier Silvio Berlusconi sarebbero dovuti arrivare a Tarantini per le escort roma in Villa Certosa.

Strauss-Kahn, orge e “signorine”: la storia continua

PARIGI – Un tour “sessuale” tra Washington, Parigi, Vienna e Lille: le tappe della vita sessuale dell’ex direttore del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn non “avrebbero nulla da invidiare al bunga bunga di Silvio Berlusconi”, secondo quanto scrive L’Express.

Un lungo articolo sul settimanale francese racconta i supposti incontri avvenuti tra Strauss-Kahn e diverse escort negli hotel di lusso di varie capitali del mondo, dove l’allora direttore dell’Fmi si trovava in trasferta lavorativa.

A procacciare le ragazze erano il capo della polizia provinciale di Lille, Jean-Christophe Lagarde, e l’imprenditore e militante socialista Fabrice Paszkowski, insieme al suo amico imprenditore David Roquet.

La spesa media tra serate e viaggi si aggirava intorno ai diecimila euro, mentre le ragazze percepivano sui 1500 euro. Soldi messi da Paszkowski e Roquet sulle note spese della loro azienda “Eiffage”, sperando che, una volta diventato presidente della Repubblica, l’economista e politico socialista li avrebbe favoriti.

Gli incontri “galanti” sarebbero avvenuti dal 2009 al 2011, fino al giorno prima dello scandalo del Sofitel che ha messo fine alla carriera di Strauss-Kahn.

Nel febbraio del 2009, scrive L’Express, Strauss-Khan avrebbe dato prova della sua intraprendenza con le donna durante una cena al ristorante L’Aventure di Parigi, organizzato dai due amici imprenditori. In quel caso, scrive il settimanale francese, il politico si sarebbe dato da fare “fin nella toilette”.

Nell’aprile successivo, prevedendo una trasferta a Vienna, Strauss-Kahn avrebbe mandato un sms a Paszkowski chiedendogli di procurargli una “signorina” per la serata.

Stesso copione nel gennaio del 2010. Ma questa volta la trasferta delle “ragazze”, sempre organizzata via sms da  Paszkowski,  arriva fino a Washington. In uno dei messaggini intercettati Strauss-Kahn  avrebbe chiesto: “Che cos’hai in valigia?”.

Lo stesso gruppo di ragazze raggiunge il direttore del Fondo anche a Davos, in Svizzera, dove lui si trova per il Forum dell’economia mondiale. Nella primavera del 2010 le serate galanti si svolgono all’hotel Murano di Parigi, “epicentro dei suoi piaceri parigini”, secondo quanto scrive l’Express.

Fino al 2011 gli incontri proseguono tra Washington , Lille e Parigi, fino a quando, dall’Hotel Carlton di Lille, una delle sedi delle serate, parte l’inchiesta

Le “signorine” del figlo maggiore del Senatur

A Milano, il 16 Novembre 2011, il Tribunale di Milano ha condannato una donna di 41 anni, ex titolare di due agenzie di modelle di Milano, per il reato di favoreggiamento ed induzione della prostituzione. La donna in passato, con le sue due agenzie di moda e di modelle, grazie a degli ottimi agganci, riusciva ad offrire a molti personaggi della Milano bene, splendide escort Milano, garantendosi ottimi introiti.

Uno dei suoi clienti, per sua stessa dichiarazione spontanea resa in Tribunale, è stato Riccardo Bossi, figlio del Senatur della Lega Nord Umberto Bossi, il quale rappresenta per Lei un ottimo biglietto da visita.

Inutile sottolineare il grande clamore che ha fatto la notizia per il coinvolgimento del figlio di Bossi. In verità di questa vicenda, la “fornitrice” di escort, tale Giovanna Cervigni, è stata condannata a due anni (pena sospesa con condizionale) e ad una multa pecuniaria di 1.200 euro.

Assieme a Lei è stato condannato un ex addetto alla reception dell’hotel Principe di Savoia di Milano che, per sua stessa deposizione resa davanti al giudice, incassava delle percentuali sulle prestazioni offerte dalle escort e dalle accompagnatrici in quanto si occupava dell’organizzazione degli incontri tra le modelle-escort ed i facoltosi clienti dell’albergo presso cui lavorava.

Ennesimo caso in cui le escort sono al centro della cronaca milanese, con un altro coinvolgimento della politica.

Una escort come fidanzata per ingannare papà

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A volte capitano cose che riescono ancora a stupirmi. Il che, dato il lavoro che faccio, non è certo facile. La scorsa settimana mi ha chiamata un uomo per invitarmi a pranzo in un lussuoso hotel del centro. Mi aspettavo che “pranzo” fosse più che altro un modo di dire e che la “portata” principale, consumata tra le lenzuola di un letto d’albergo, sarei stata di certo io. Invece era proprio un pasto, con tanto di calici di cristallo e camerieri in livrea.

Non capivo dove volesse andare a parare, finché, davanti a un’entrecôte, non ha sputato il rospo: «E ora parliamo un po’ d’affari» mi ha detto a bruciapelo. Mi ha spiegato di essere il figlio e unico erede di un ricco imprenditore del Nord. Il rampollo di una famiglia bene, che da una ventina d’anni – per continuare a lavorare con il padre – aveva preferito glissare sulla propria preferenza per i maschietti e soprattutto sulla relazione con il braccio destro di suo padre, che ne cura gli affari a Roma. «Se la storia si venisse a sapere, mio padre lo farebbe fuori e probabilmente diserederebbe anche me. Si sta insospettendo vedendomi scendere così spesso e a questo punto ho bisogno di una buona scusa».

Quel che voleva, mi ha detto staccando un assegno da 3 mila euro, era che mi spacciassi per la sua fidanzata romana e che salissi a Venezia per il pranzo di compleanno del padre, dove sarei stata ufficialmente presentata alla famiglia. «Sarai una maestra elementare che adora i bambini, quindi vedi di comprarti un tailleur a girocollo e di evitare il reggicalze» ha detto ammiccando rivolto alla mia scollatura e agli stivali in pelle nera tacco 12.

Mi ha allungato una banconota da 500 euro e si è alzato augurandomi «buono shopping». E’ stato più o meno così che nel mio guardaroba è entrata per la prima volta una longuette. In vita mia mi era capitato di dovermi travestire più o meno da qualsiasi cosa: feticista sadomaso, infermiera sexy, amazzone, 007 in missione… ma la brava ragazza appassionata di mocciosi e gessetti proprio non era in repertorio. Nonostante tutto me la sono cavata piuttosto bene, anche se quando la madre ci ha chiesto dove ci fossimo conosciuti e lui ha risposto «a teatro», non ho saputo trattenermi.

«Vi sarete visti all’opera immagino, Sandro adora Madame Butterfly» ha sorriso compiaciuta.

«Veramente è stato appena più prosaico…»

«Oh, la Bohème allora?»

«No… “I monologhi della vagina”».

Un fidanzato hacker, maniaco ma utile…

escort bologna

Mi avevano sempre presa in giro per il mio rapporto con Max: un cliente particolarmente nerd, che lavora come programmatore per una grande ditta informatica. E che, come unica fantasia, ha quella di scopare con le protagoniste dei suoi videogiochi preferiti. Fanatico del cosplay, da una decina d’anni a questa parte mi ha trasformata in una sexy eroina della consolle, travestendomi ora da Lara Croft ora da Eva di Metal Gear Solid 3 e – ultimamente – soprattutto da Bayonetta. Naturalmente sempre, rigorosamente, senza mutande.

«Una come te non se la può fare con un pischello che passa le nottate a farsi le seghe davanti alla Playstation!» dicevano le ragazze. Che non avrebbero mai immaginato di doverlo ribattezzare (con un pizzico di blasfemia, visto il periodo) “Il Salvatore”.

Ecco come è andata. Da qualche mese aveva fatto capolino sul Web un nuovo sito dove postare a pagamento i propri annunci. Le cifre, è vero, erano da capogiro, ma il ritorno sembrava assicurato: a quanto pareva, il traffico su quella pagina era così intenso che le ragazze che lo utilizzavano avevano raddoppiato la propria clientela nel giro di un paio di settimane.

Col tempo, però, si è scoperto l’inghippo: la “tariffa” saliva più aumentavano i clienti, sicché ciascuna escort non guadagnava comunque mai più di un tot, mentre i “magnaccia telematici” si arricchivano a sbafo alle loro spalle. Fatti due conti, alcune delle ragazze hanno deciso di togliere i propri annunci e le foto, pensando così di aver archiviato l’esperienza. Ma i bastardi, per ripicca, appena non gli è stato saldato il mese, hanno cominciato a postare recensioni negative sulle ragazze che avevano disdetto l’account e a sputtanarle, rovinandogli la reputazione.

Disperate, mi hanno raccontato tutto e subito ho pensato a Max. Il mio piccolo nerd forse poteva fare qualcosa… «Nessun problema, gli mettiamo fuori uso il sito» ha commentato mentre si preparava a una sfida erotica di arti marziali con la sua eroina preferita.

Detto fatto, il giorno dopo il nostro abile cracker aveva reso il sito inaccessibile, promettendo che l’avrebbe rifatto con tutti gli sfruttatori (molto poco) virtuali che gli avessimo segnalato. Niente male per uno che, come scherzavano le ragazze, «scambiava il joystick per il suo cazzo».

Ricordo i primi tempi con Samantha e il magico triangolo

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In moltissimi casi, chi comincia il mio lavoro lo fa per necessità o per costrizione. Nel mio caso è stato per amore. Per un colpo di fulmine, precisamente.

Nonostante bazzicassi il mondo della moda già da adolescente, fino a 23 anni avevo fatto sesso soltanto con uomini che amavo. Profondamente e, spesso, anche con un certo masochismo. Ero talmente innamorata da dimenticarmi di me stessa, soprattutto a letto. Il che rendeva il sesso incredibilmente simile alle gare di ginnastica: ti ritrovavi sudata, esausta e piuttosto insoddisfatta che la musica fosse finita prima dell’ultima spaccata. Una buona palestra, insomma, ma non uno Shiatzu!

Finché, dopo una festa e una brutta rottura, mi ritrovai a bere Martini sul letto del vicino di pianerottolo, dopo aver gettato le chiavi dell’ex da un ponte. Naturalmente ero uscita senza le mie, ma una volta mangiata la ciliegia la saggezza popolare mi suggerì che, chiusa una porta, si sarebbe aperto un portone.

Oltre il portone trovai il vicino, ma soprattutto il Sesso. Quando e come volevo, anche col servizio in camera. Scoprii che, senza legami a cui pensare, riuscivo a trasformare qualunque gioco nel mio gioco. E, dopo anni di “palestra”, avevo anche un certo talento. Lui non era tipo da relazione, ma aveva un paio di amici interessanti, che guarda caso condividevano la mia nuova passione. E non erano i soli.

Piano piano mi resi conto che, con una buona “selezione all’ingresso”, avrebbe potuto diventare più di un hobby da affiancare alle sfilate e ai set fotografici e una battuta del vicino si trasformò in una folgorazione: potresti fare la escort.

All’inizio non è stato facile organizzarmi e farmi un giro, ogni incontro era un salto nel buio. Poi ho conosciuto Samantha, che aveva cominciato da un paio d’anni. Ci trasferimmo in un appartamento abbastanza grande da viverci e lavorarci tutte e, in caso di brutte sorprese, avevamo sempre qualcuno a guardarci le spalle. All’occasione, il triangolo non era un problema e tra di noi ci potevamo fidare.

Ripensandoci, penso sia stato uno dei periodi più spensierati della mia carriera. Ed ecco perché, dal giorno del pianerottolo, quando mi capita davanti un bivio la prima cosa che faccio è ordinare un Martini con ciliegia!

Escort blog, missione orgia. Una prostituta con una coppia nuda e sconosciuta

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E’ partito come un gioco, ma direi che dopo un mese si è trasformato in un piacevole, inaspettato, lavoro. Qualche settimana fa, Gloria, una mia vecchia amica degli inizi, mi ha chiamata per chiedermi di partecipare ad una delle sue serate. Quando, tre anni fa, si sposò con un suo facoltoso ex cliente, decise di mollare il giro e riciclarsi come imprenditrice, importando idee e trend a luci rosse visti altrove, nei viaggi con il suo Mr. Big.

Dall’esclusivo locale per uomini con geishe giapponesi alle feste private per coppie (e single) in cerca di selezionate compagnie per la serata. Niente maschere alla Eyes Wide Shut, regole precise e trasparenti e ospiti fidati, possibilmente di città diverse. Un sofisticato gioco erotico, che si sviluppava in geometrie imprevedibili, ma che necessitava di un equilibrio numerico tra le parti. E proprio questo era il problema.

«Abbiamo sempre meno coppie e sempre più uomini single, quando anche nelle orge troppi uomini non funzionano. Sarà che sono tutti in vacanza, ma la settimana prossima ho tre coppie e quattro single, tutti maschi. Se non mi entrano un paio di ragazze, devo disdire almeno due prenotazioni…». Cominciavo a capire. «Lo sai che di solito non usiamo escort, ma penso che ti divertiresti…». Mmmm. «Non ci guadagneresti nulla in soldi, ma sarebbe una esperienza di sicuro interessante . Con te so di potermi fidare…». Ok, si poteva fare. Non avevo ancora impegni per venerdì e tra un paio di clienti e un festino con Gloria, sicuramente rendeva più il secondo.

Quel che non avevo previsto era di trovare qualcosa di sorprendentemente stimolante a livello sessuale. Perché un triangolo con un uomo e un’altra donna, magari una tua amica, è una cosa, ma un triangolo con marito e moglie, che giocando con te si provocano, includendoti nella loro intimità, “gelosi” di un altro uomo che ti guarda godendo, con la compagna tra le gambe… beh, è una situazione talmente carica di tensione sessuale, che abbinata all’ottimo gusto di Gloria e alla sua cura per ogni particolare della serata, dalla musica al vino, va ben oltre la semplice orgia. Come avrete capito, ci tornerò, durante l’estate.

Per di più mi consola vedere finalmente delle coppie libere, così intimamente unite ma per nulla castrate, che vedano il sesso in maniera tanto sana da non avere alcun tabù nel rapporto.

So che alla lunga non mi converrebbe, ma mi piacerebbe ci fossero più uomini pronti a soddisfare le proprie fantasie, anche le più segrete, con la loro donna. E più donne pronte a sperimentare senza pregiudizi e a non pensare al sesso come a un “lucchetto” della relazione, che spesso non chiude solo l’uomo, ma pure loro in una gabbia… o almeno in uno sterile ruolo.

La poesia per la escort

 

escort

La cerchi sempre quando ne hai bisogno
e lei sempre pronta
non si nega mai…
l’hai pagata anche poco
ma lei non si lamenta mai.
 
E’ discreta e
si confonde sempre tra le altre
l’accarezzi ,
la stringi delicatamente
e fortunatamente a lei basta poco
per scaldarsi….
 
E’ sempre a tua disposizione
di notte, di giorno,
quando sei solo
è l’unica che ti fa compagnia,
grande amica delle tue solitudini
e dei tuoi pensieri.
 
A volte la vorresti abbandonare
perché sai che
potrebbe farti del male
ma lei è sempre disponibile
finchè non ti lascerà
per esaurimento…
 
e di lei non ti rimarrà
che amaro in bocca,
un filo di fumo,
e il mozzicone
schiacciato in un posacenere …..

La mia prima esperienza con Ruby una escort romana.

 

escort roma

Ero a Roma per qualche giorno per questioni di lavoro, a parte la mattina avevo tutta la giornata libera, ma lì non conoscevo nessuno e nel tempo libero mi annoiavo e mi sentivo solo.

Una sera in un bar sentii due uomini che parlavano a proposito di un’esperienza di uno dei due con una escort.

L’argomento mi interessava e stetti ad ascoltare per un pò, poi mi venne l’idea di cercarne una per me.

Non l’avevo mai fatto prima e l’idea di andare con una donna per strada non mi piaceva molto, così andai su internet e cercai delle escort roma nella zona parioli.

Erano tutte bellissime ma quella che mi colpì più di tutti fu Ruby, questo ovviamente non è il suo vero nome. Una bella mora alta e slanciata, con un bel seno candido e splendide gambe che nelle foto mostrava avvolte in autoreggenti nere.

Un pò titubante feci il numero e dopo un paio di squilli mi rispose la voce suadente di Ruby.

“Pronto?”

“Ciao, ho visto il tuo annuncio sul sito xxx, possiamo vederci?”

“Mi dispiace ma per questa sera sono impegnata, possiamo fare domani se vuoi”

Così ci accordammo per la sera dopo, per il prezzo e mi diede l’indirizzo.

Arrivato da lei potei ammirarle anche il viso, che nelle foto teneva coperto con la mano.

Aveva due splendidi occhi scuri e due labbra carnose molto invitanti.

Indossava una leggerissima sottoveste rosa trasparente che lasciava intravedere le sue belle forme e un piccolissimo perizoma nero, ai piedi calzava due scarpette nere di vernice con il tacco alto.

Mi mise subito a mio agio, mi chiese se desideravo qualcosa da bere, poi le diedi i soldi e mi fece accomodare su un bel letto matrimoniale, poi mi spogliò lei lentamente.

Si tolse la sottoveste e mi diede un preservativo, lo infilai e mi sdraiai.

Ruby si accovaccio su di me e me lo prese in bocca. Era la prima volta che mi facevano un pompino col preservativo, prima di allora non avrei pensato che mi sarebbe piaciuto, invece le sensazioni sono pressochè le stesse.

Sentivo distintamente le labbra di Ruby avvolgermi il cazzo e percorrerne l’asta, su e giù. Sentivo la sua lingua calda leccare in ogni punto, dalla cappella fino alla base. Ero in estasi, Ruby era davvero bravissima.

Con la mano intanto mi massaggiava leggermente le palle.

Si sollevò sulle ginocchia e si spostò in avanti per mettere la sua fessura sopra la mia cappella, poi se la puntò contro e il mio cazzo entrò tutto dentro.

Mara mi cavalcava da brava cavallerizza, alternava spinte più veloci a spinte più lente e profonde, di tanto in tanto si fermava per non farmi venire subito, era davvero brava.

Mi chiese se volevo cambiare posizione, così mi misi sopra di lei, le sollevai le gambe e la penetrai di nuovo.

Da quella posizione vedevo le sue belle tette sobbalzare, lasciai le gambe e le afferrai tra le mani. Ruby mi circondò con le gambe spingendomi ancora di più verso di lei. Era stupendo, una delle scopate migliori della mia vita.

Non durai ancora molto, dopo qualche minuto venni riempiendo il preservativo.

 Ruby mi fece rimanere dentro di lei ancora qualche istante, poi mi alzai.

Avrei voluto incontrarla ancora ma due giorni dopo dovetti tornare a casa. Ho avuto altre esperienze con escort in seguito ma nessuna è riuscita ad eguagliare le emozioni che ho provato con Ruby.

Il mondo delle accompagnatrici.

accompagnatrici

 

Una escort, termine inglese usato per definire una accompagnatrice, è una donna che per definizione si rende disponibile ad accompagnare un uomo in qualsiasi occasione, sia essa un pranzo, una cena di lavoro, una serata alla insegna del divertimento oppure semplicemente un momento di svago. Attenta al proprio look, che dedica particolare cura al proprio corpo, che veste in maniera ricercata seguendo gli ultimi dettami della moda, che non trascura mai la cura dei dettagli e degli accessori. Insomma, in poche parole, una persona che chiunque definirebbe, a prima vista, una donna di classe. Si sposta abitualmente sia in Italia che nel Mondo;  predilige location di prestigio, normalmente gli alberghi a 4 o 5 stelle. Si trova perfettamente a proprio agio in qualsiasi situazione, sia in un incontro a due sia in situazioni che richiedano riservatezza, attenzione, discrezione e savoir faire. Parla di norma due o tre lingue oltre alla lingua madre e predilige un incontro con uomini raffinati, eleganti e con una posizione socio-economica di prestigio. Di norma, ha un tenore di vita molto elevato.  I Vostri momenti saranno impreziositi dal fascino di una bellissima donna, colta, raffinata e riservata, che vi accompagnerà in ogni città italiana e, su richiesta, anche all’ estero.

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